Come può uno spot di pochi secondi farci ridere, commuovere o ricordare un prodotto per anni?
Qui entra in gioco il marketing emozionale. Vediamo di spiegarlo in poche parole.
Il marketing emozionale punta a costruire un legame profondo tra brand e pubblico, andando ‘oltre’ il prodotto o il prezzo. L’obiettivo non è solo attirare l’attenzione, ma far nascere una relazione basata su sentimenti, valori e identificazione.
Alla base di questa strategia ci sono le neuroscienze, che spiegano come le nostre scelte non siano così razionali come ci piace pensare.
Eh sì, le nostre scelte d’acquisto sono (quasi sempre) dettate dalle emozioni.
Il cervello elabora prima le sensazioni e solo dopo interviene la parte deputata al ragionamento logico. In pratica, proviamo un’emozione, reagiamo di conseguenza e solo in un secondo momento cerchiamo una spiegazione razionale a ciò che abbiamo fatto. È anche per questo che molte decisioni d’acquisto nascono da un impulso emotivo, mentre la logica arriva dopo, a giustificare la scelta.
Il cervello elabora prima le sensazioni e solo dopo interviene la parte deputata al ragionamento logico. In pratica, proviamo un’emozione, reagiamo di conseguenza e solo in un secondo momento cerchiamo una spiegazione razionale a ciò che abbiamo fatto. È anche per questo che molte decisioni d’acquisto nascono da un impulso emotivo, mentre la logica arriva dopo, a giustificare la scelta.
Animali e pubblicità
Il rapporto tra animali e comunicazione pubblicitaria rappresenta una delle espressioni più efficaci di marketing emozionale. Se, come dicevamo, reazioni emotive orientano il comportamento delle persone e possono spingerle all’azione (= comprare), inserire un animale all’interno di una campagna significa puntare su un coinvolgimento immediato e istintivo, capace di superare filtri razionali.
Cosa li rende “vincenti”?
- connessione istantanea con il pubblico: evocano emozioni condivise come simpatia, affetto ed empatia.
- forte valore simbolico: gli animali portano con sé un simbolismo profondamente radicato nell’immaginario collettivo. Alcune associazioni sono ormai consolidate: il cane richiama fiducia, lealtà e dimensione familiare, mentre il cavallo viene spesso utilizzato per comunicare forza, velocità ed energia, soprattutto nel settore automotive. Allo stesso tempo, molti brand scelgono di rompere questi schemi tradizionali, rappresentando gli animali in contesti inaspettati o facendoli interagire con gli esseri umani come veri e propri coprotagonisti. In questi casi, l’animale smette di essere un semplice elemento decorativo e assume il ruolo di testimonial, contribuendo in modo attivo alla narrazione del brand.
- umanizzazione: quando poi agli animali vengono attribuiti comportamenti o caratteristiche umane, diventano uno specchio delle nostre abitudini e delle nostre emozioni, facilitando l’identificazione.
- spontaneità: comunicano autenticità in modo naturale, rendendo il messaggio credibile e immediato. Tutti questi elementi contribuiscono a rendere le campagne che li vedono protagonisti particolarmente memorabili.
Non solo appaiono nelle campagne e spot dei prodotti a loro dedicati, ma diventano protagonisti anche in molti spot famosi di vari brand.
Insomma, spesso basta un bel musetto per avvicinarci a un brand o a un prodotto.
Ed è quello che potrebbe succedere vedendo gli Spot della Scottex.
Ed è quello che potrebbe succedere vedendo gli Spot della Scottex.
Il cucciolo di Labrador di Scottex è diventato il volto di un’idea di comfort domestico fatta di cura e morbidezza. Attraverso la sua presenza, un prodotto di uso quotidiano viene caricato di valore emotivo, trasformando un gesto semplice in un’esperienza rassicurante e familiare.
Segugio.it – Asso, il Weimaraner:
Con il suo portamento elegante e l’espressione amichevole, Asso incarna perfettamente i valori di affidabilità e chiarezza su cui si fonda Segugio.it. In un settore complesso come quello assicurativo, la scelta di un animale come testimonial contribuisce a semplificare il messaggio e a trasmettere sicurezza, rendendo il brand più vicino e accessibile.
Con il suo portamento elegante e l’espressione amichevole, Asso incarna perfettamente i valori di affidabilità e chiarezza su cui si fonda Segugio.it. In un settore complesso come quello assicurativo, la scelta di un animale come testimonial contribuisce a semplificare il messaggio e a trasmettere sicurezza, rendendo il brand più vicino e accessibile.
Mulino Bianco – Rosita:
Rosita non è stata solo una mascotte, ma un vero e proprio personaggio. Per sei anni ha accompagnato Mulino Bianco, diventando una presenza familiare e amata. La sua “temporanea scomparsa” è stata gestita attraverso una strategia di storytelling emozionale che ha coinvolto il pubblico con contenuti dedicati e una diffusione spontanea sui social. Un esempio emblematico di come un animale, se ben costruito narrativamente, possa entrare a far parte della community di un brand.
Rosita non è stata solo una mascotte, ma un vero e proprio personaggio. Per sei anni ha accompagnato Mulino Bianco, diventando una presenza familiare e amata. La sua “temporanea scomparsa” è stata gestita attraverso una strategia di storytelling emozionale che ha coinvolto il pubblico con contenuti dedicati e una diffusione spontanea sui social. Un esempio emblematico di come un animale, se ben costruito narrativamente, possa entrare a far parte della community di un brand.
Duracell - il coniglietto rosa:
Il celebre bunny rosa è nato nei primi anni ’70 come simbolo dell’energia inesauribile delle batterie Duracell. L’idea era semplice: un coniglio che non si ferma mai, a simboleggiare durata e potenza costante del prodotto.
Il celebre bunny rosa è nato nei primi anni ’70 come simbolo dell’energia inesauribile delle batterie Duracell. L’idea era semplice: un coniglio che non si ferma mai, a simboleggiare durata e potenza costante del prodotto.
- simpatia immediata
- memorabilità: l’animale diventa simbolo del prodotto, così da ricordarlo facilmente anche senza slogan o logo.
- umorismo e leggerezza: la spontaneità del movimento del coniglio rende lo spot divertente e piacevole da guardare.
- umanizzazione: pur restando un animale, il coniglio assume comportamenti “umani”.
IKEA - Don’t worry you can afford it
Questa campagna pubblicitaria racconta in modo giocoso e realistico la vita con gli animali domestici.
Qui gli animali sono un vero ponte empatico: cani e gatti, con i loro sguardi colpevoli, buffi e irresistibilmente teneri, vengono rappresentati come membri della famiglia a tutti gli effetti. Le situazioni raccontate sono profondamente quotidiane: piccoli incidenti domestici che capitano davvero e che rendono lo spot facile da condividere. IKEA trasforma un potenziale momento di stress in una scena leggera. Il messaggio è chiaro: gli imprevisti fanno parte della vita di tutti i giorni e, grazie a prodotti accessibili, possono essere affrontati senza preoccupazioni.
Questo spot…
- normalizza un’esperienza familiare: comprensione e leggerezza sono le parole chiave.
- trasforma un “problema” in un vantaggio: IKEA accetta gli imprevisti della vita quotidiana e li usa per raccontare la propria proposta di valore.
- rafforza la brand identity: il messaggio non è solo “economico”, ma umano e familiare, coerente con la promessa di IKEA di rendere la vita di tutti i giorni più semplice e felice.
