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Fa caldo, sei in metro e vuoi partire: la nuova campagna di WeRoad parla esattamente di questo

Analisi Campagne Marketing
WeRoad ha portato nelle principali stazioni della metro milanese una nuova campagna outdoor dedicata alle due ossessioni stagionali per eccellenza: quanto fa caldo e quando si parte.

Le affissioni, pianificate sul circuito maxi di IGPDecaux, uniscono immagini di viaggio e copy ironici costruiti intorno a una promessa: esiste una versione decisamente migliore dell’estate che stai vivendo in città.
Campagna we road
Campagna We Road

L’aria condizionata, ma in Islanda

l concept della campagna parte dalle cose che chiunque desidera quando le temperature si alzano: aria fresca, vento, acqua e un posto in cui smettere di sciogliersi. Solo che WeRoad le porta fuori dal loro significato abituale.

L’“aria condizionata” diventa una grotta in Islanda, il “ventilatore” è il vento tra le Rainbow Mountain in Perù e la “doccia fredda” arriva da una cascata incontrata durante un viaggio.

Il filo conduttore è “quello che ti meriti”, una formula che prende piccoli desideri quotidiani e li trasforma in immagini di partenza. La destinazione compare prima di tutto come risposta a una sensazione: fa troppo caldo qui, potresti essere altrove.

Accanto ai soggetti fotografici, la campagna utilizza anche messaggi quasi completamente testuali. Uno promette luoghi in cui si possono percorrere almeno dieci metri senza sudare. Un altro suggerisce che, quando persino il cartellone sembra sciogliersi, forse lasciare Milano non è un’idea così assurda.
Campagna WeRoad
Campagna WeRoad

Il posto in cui appare la pubblicità fa parte del copy

La metropolitana non è soltanto il luogo scelto per mostrare la campagna, è parte dell’idea.

Leggere un messaggio sull’aria fresca mentre si aspetta il treno su una banchina calda rende il copy più efficace di quanto sarebbe su uno schermo visto da casa. Il pubblico non deve immaginare il problema raccontato dal brand, perché lo sta già vivendo.

WeRoad lavora quindi su una forma di pubblicità contestuale molto diretta: prende il momento, il luogo e l’umore delle persone e li mette dentro la creatività. La marketing manager Italia Giulia Flamà ha spiegato che, in questo periodo, a Milano le conversazioni ruotano continuamente intorno ai programmi per l’estate e alla sensazione di stare letteralmente sciogliendosi. La campagna nasce dal desiderio di inserirsi in quello scambio, ricordando che prima o poi arriveranno sia le vacanze sia un po’ di fresco.
WeRoad non racconta il disagio urbano in maniera generica e non si limita a mostrare una bella spiaggia con sopra un invito a prenotare. Costruisce invece un collegamento tra ciò che manca in quel momento e ciò che un viaggio potrebbe offrire.

Il caldo non è solo un problema da cui fuggire, ma il punto di partenza del desiderio. La cascata, la grotta e il vento diventano quasi servizi essenziali, solo molto più fotogenici di quelli disponibili in città.

È un linguaggio leggero. Funziona perché è coerente con il modo in cui WeRoad comunica da tempo: diretto, colloquiale, vicino alla cultura social e costruito intorno alle esperienze condivise.

Dalla banchina al feed

Anche se nasce per gli spazi fisici della città, la campagna sembra pensata per continuare online.

I copy sono brevi, le immagini leggibili in pochi secondi e il contrasto tra la situazione vissuta in metro e quella mostrata sul cartellone rende le affissioni facilmente fotografabili e condivisibili.

Chi incontra la pubblicità può riconoscersi, sorridere, fotografarla e mandarla alla persona con cui sta rimandando da settimane l’organizzazione delle vacanze. Alimenta quella fase molto specifica in cui non hai ancora prenotato nulla, ma mentalmente hai già lasciato la città.
Campagna WeRoad
Campagna WeRoad